Coronavirus CoVid-19: il nostro punto di vista

disinfestazione coronavirus

E’ appena trascorsa poco meno di una settimana dall’allerta inerente i contagi da Covid-19 in Italia un virus appartenente all’ampia famiglia dei Coronaviridae che possono causare malattie da lievi a moderate, ovvero dal comune raffreddore a sindromi respiratorie come la MERS (sindrome respiratoria mediorientale, Middle East respiratory syndrome) e la SARS (sindrome respiratoria acuta grave, Severe acute respiratory syndrome). Sono chiamati così per le punte a forma di corona che sono presenti sulla loro superficie.

Le informazioni che concorrono a delineare le modalità di difesa stanno prendendo forma man mano che si identificano i ceppi genetici del virus che mutano in continuazione, creando differenze già tra quelli isolati in Cina e quelli isolati in Italia.

Le strategie difensive prendono pertanto spunto dalla velocità di trasmissione del patogeno, dalla sua resistenza al di fuori dell’organismo ospite, dai tempi di manifestazione della patologia.

Fatta eccezione delle situazioni critiche che si registrano negli ambienti sanitari o dovunque siano segnalati molteplici casi di infezione, come nei noti comuni lombardi e veneti, le misure di igiene atte a prevenire i rischi di contaminazione, per quanto straordinarie, sono di fatto azioni comportamentali alle quali tutti dovremmo attenerci nella nostra vita quotidiana ed a cui tutte le attività produttive dovrebbero considerare nella valutazione dei rischi da contaminazione biologica così come previsto nel DLgs 81/2008 e s.m.i.

Il decalogo fornito dal Ministero della Salute ed assimilato da Regioni e Comuni, è molto chiaro in questo senso: l’attenzione è posta alla cura della persona ed all’igiene delle superfici, soprattutto dove possono crearsi assembramenti o frequentazioni continue. Va da se che in molti contesti come scuole, palestre, supermercati, teatri, cinema, ma anche luoghi di culto, ristoranti, bar, centri estetici, supermercati, alberghi, ecc. la cura ai processi di pulizia deve essere elevata ed associata ad attività di sanificazione e di disinfezione.  La guida stilata dall’ European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) relativa alla pulizia ambientale da attuare negli ambienti non sanitari, fornisce un elenco di prodotti consigliati per la disinfezione delle superfici, che sebbene di uso comune, per la tipologia di applicazione richiede dispositivi di sicurezza tipicamente adoperati dai tecnici professionisti della disinfestazione.  A dar forza a tali esigenze molti sindaci e presidenti delle regioni hanno diramato ordinanze e decreti con le quali si invita a prendere tutti i provvedimenti necessari a tutelare la salubrità degli ambienti, lasciando ai gestori delle attività la responsabilità di attuare le migliori strategie igienico-sanitarie a tutela della propria utenza.

Da qui nasce una straordinaria confusione, in quanto la valutazione del rischio biologico risulta talvolta stringato o sottovalutato e pertanto facilmente soggetto a contestazione e penalizzazione.

Sotto questo profilo RID dispone di esperti in tutto il territorio italiano in grado di supportare le necessità legate alla valutazione del rischio biologico e nell’esecuzione dei trattamenti di disinfezione ambientale, intesi come trattamento di tutte le superfici nel volume di un ambiente confinato: laddove gli assembramenti di persone rappresentino un evento possibile, l’obiettivo deve essere quello di ridurre l’apporto microbiologico che si sviluppa nel contesto quale luogo di trasmissione indiretta soprattutto per quegli organismi che riescono a rimanere attivi da poche ore a diversi giorni, come appunto si sospetta per il Covid-19.

RID ha sviluppato un protocollo di disinfezione ambientale certificabile con il quale garantire alle strutture con grandi utenze il contenimento dei rischi di contaminazione delle superfici.

Bibliografia a fondo pagina.

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Bibliografia:

  • World Health Organization (WHO). Coronavirus disease (COVID-19) outbreak
  • Wu JT, Leung K, Leung GM. Nowcasting and forecasting the potential domestic and international spread of the 2019-nCoV outbreak originating in Wuhan, China: a modelling study. The Lancet. 2020
  • European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC). Guidelines for the use of non-pharmaceutical measures to delay and mitigate the impact of 2019-nCoV 2020
  • European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC). Health emergency preparedness for imported cases of high-consequence infectious diseases 2019
  • Ministero della salute
    http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioFaqNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&id=228#1
  • Dpcm del 1 marzo 2020 “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. (20A01381) – (G.U. Serie Generale , n. 52 del 01 marzo 2020)
  •  Circolare 5443-22/02/2020 del Ministero della Salute “COVID-2019, nuove indicazioni e chiarimenti”
  • Epicentro Il portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica: COVID-19: contenimento e gestione dell’emergenza. L’impatto del Dpcm del 1 marzo sugli operatori sanitari.
    https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/sars-cov-2-dpcm-1-marzo-2020

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